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Tumore al seno: prevenzione sempre! Anche durante gravidanza e allattamento di Valentina ValenteCon la consulenza scientifica di Sara Galli, radiologa senologa di Humanitas San Pio X

Dottoressa Galli, è vero che c’è una percentuale di tumori al seno, per fortuna non allarmante, che vengono individuati durante le gravidanze? I tumori riscontrati ogni anno durante la gravidanza sono circa l’1-4% di tutti i tumori mammari. In particolare, il 10-20% dei tumori diagnosticati sotto i 30 anni ha avuto origine in gravidanza, con un’incidenza di 1 ogni 1.000 gravidanze. Pertanto, anche se non è allarmante, è un dato però di cui tenere conto.

Influisce anche l’età delle donne, che hanno figli in età più a rischio?L’incidenza del tumore mammario in gravidanza è destinata ad aumentare in considerazione di due fattori: il primo è l’incremento registrato nell’ultimo secolo di tumore al seno tra le giovani donne, mentre il secondo è la maggiore frequenza di gravidanze in età considerate più a rischio per il tumore mammario, tra i 40 e 50 anni. La buona notizia è che il carcinoma mammario riscontrato in gravidanza non peggiora la prognosi e non provoca problemi particolari per il neonato.

Spesso le mamme in attesa procrastinano i controlli di routine, probabilmente pensando anche che possano essere dannosi. Cosa invece si può fare in gravidanza? Non ci sono controindicazioni a sottoporsi ai regolari controlli di prevenzione del tumore del seno previsti per età e familiarità, o in caso di indicazioni specifiche. In particolare l’ecografia è un esame innocuo per la mamma e il neonato, anche se in gravidanza la struttura della ghiandola mammaria si modifica tantissimo, per cui può risultare difficile studiarla. La mammografiainvece usa le radiazioni ionizzanti, potenzialmente pericolose per il feto, e quindi è preferibile rimandare, se possibile, fino al termine dell’allattamento.

Al di là dei controlli ecografici, a quali segnali deve prestare attenzione una donna, anche durante la gravidanza? Il 90% dei carcinomi in gravidanza si presenta come nodulo, perciò se viene riscontrato un nodulo persistente per oltre due settimane, va sicuramente indagato (per quanto poi l’80% delle biopsie sui noduli mammari in gravidanza risulti negativo). In caso di comparsa di piccoli noduli o tumefazioni palpabili, rossore cutaneo o secrezioni ematiche dal capezzolo non sempre c’è da allarmarsi, ma è importante non sottovalutarli e confrontarsi con lo specialista di riferimento, dal ginecologo al senologo.

È vero che è consigliato eseguire i controlli anche durante l’allattamento e quando precisamente si può iniziare? Si consiglia di riprendere i controlli per la prevenzione del carcinoma mammario dopo 3-6 mesi dalla fine dell’allattamento, che in ogni caso è il momento migliore per riprendere con le visite e i controlli senologici, quando la ghiandola mammaria ha smaltito l’effetto degli ormoni. Invece, se lo svezzamento è già iniziato, i tempi si possono accorciare a 2-3 mesi. Dopo gli esami di controllo è possibile allattare il neonato senza rischio, perché le radiazioni ionizzanti della mammografia e gli ultrasuoni dell’ecografia non rimangono all’interno del corpo della mamma. Pertanto il latte non sarà né radioattivo, né alterato al termine dell’esame.

Che messaggio desiderate inviare a tutte le mamme in attesa e neo mamme che leggono Milano MOMS? Quello che vogliamo ricordare a tutte le donne è che la gravidanza è un momento sì magico, da vivere serenamente, ma anche consapevolmente, senza dimenticare di prendersi cura della propria salute. Anche in gravidanza, infatti, prevenzione e diagnosi precoce permettono di giocare d’anticipo contro il tumore al seno.

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