Francesco Arrighetti country manager di Ealixir

Ragazzi in rete. Che fare se la reputazione dei nostri figli è compromessa?

di Gianluigi Bonanomi www.gianluigibonanomi.com

Organizzo da anni serate sulla navigazione familiare: incontri dove spiego ai genitori quanto è importante usare la Rete in modo consapevole e condiviso in famiglia, ma anche quali siano i problemi e i pericoli più insidiosi per i nostri ragazzi. Oltre al cyberbullismo, parlo di sicurezza, di rischi legali, di dipendenza ma soprattutto di reputazione digitale. Basta una foto sbagliata, un commento fuori posto o un insulto, per rovinarsi la “fedina Web”, cosa che potrebbe portare non pochi problemi anche in futuro, per esempio quando i ragazzi cercheranno un lavoro. Ci sono dei casi, però, in cui la reputazione diventa una vera emergenza: lì devono intervenire dei professionisti, come Ealixir, leader mondiale nella rimozione di “link indesiderati”. Per parlare di tutto ciò ho incontrato per Milano MOMS Francesco Arrighetti, country manager italiano dell’azienda.

Che cosa si intende per reputazione digitale?

Si intende l’insieme dei contenuti reperibili sul Web che riguardano una persona fisica o un’azienda. Questi contenuti posso essere testuali (commenti, notizie, articoli, ecc.) o multimediali (video, foto) e possono avere una valenza positiva o negativa. La quantità di contenuti positivi o negativi contribuisce a formare la reputazione online della persona o dell’azienda. Con l’avvento del Web 2.0, in cui i social network, i forum e i blog fanno da padroni, chiunque può decidere di pubblicare online qualcosa che ci riguarda o che riguarda il luogo in cui lavoriamo. Questi contenuti potrebbero anche essere negativi o semplicemente non corrispondenti all’immagine che si vuole trasmettere, andando a influire direttamente sulla reputazione online. Questa si genera in tutti i canali del Web e lascia un segno indelebile difficile da gestire. Quante volte ci capita di acquistare o meno un prodotto, di scegliere un ristorante o un albergo leggendo le opinioni o i commenti online? Oppure di farci un’opinione su un personaggio pubblico leggendo i contenuti che appaiono su Google? È per questi motivi che la reputazione online è un aspetto fondamentale della comunicazione e dell’immagine che una persona riesce a dare di sé.

E per diritto all’oblio? 

Il diritto all’oblio è il diritto che ha una persona di essere dimenticata, cioè far sì che venga meno la relazione tra un determinato soggetto e determinate notizie o informazioni, che fanno riferimento a un passato remoto. Affinché sia invocato questo diritto è necessario che le notizie riferite a un particolare soggetto non abbiamo un interesse pubblico e che manchino di attualità. È un diritto nuovo e molto recente – riconosciuto dall’Unione Europea solo nel 2014-  che permette a tutti di avere il controllo sui propri dati e riscrivere la propria storia digitale.

Contenuti “sbagliati” possono rovinare la reputazione e soprattutto la carriera dei nostri ragazzi?

Molto spesso i ragazzi sottovalutano la pericolosità dei contenuti che pubblicano. Una foto sbagliata che li ritrae in situazioni poco ortodosse o discussioni su tematiche delicate potrebbe accompagnarli tutta la vita e compromettere opportunità lavorative future. Non dimentichiamoci infatti che oggi le società di reclutamento e selezione del personale scandagliano il Web e analizzano tutti i contenuti che ci riguardano per capire se siamo le persone giuste per ricoprire alcune posizioni lavorative. Nei casi più gravi, come quelli di cyberbullismo, i ragazzi e le loro famiglie potrebbero andare incontro a gravi conseguenze, che potrebbero avere anche risvolti penali, oltre a compromettere la loro reputazione e il loro futuro.

Se i nostri figli pubblicano qualche contenuto dannoso sui social, come è possibile porvi rimedio? Nei casi più gravi, come è possibile ripulire la loro “fedina Google”? 

Entrambe le domande possono avere un’unica risposta. A livello preventivo è necessario istruire i nostri figli a non sottovalutare i pericoli che si celano dietro a un contenuto sbagliato pubblicato online. Questi pericoli non sono “eterei” e, sebbene sembrino impalpabili, sono reali e contingenti. Se si volesse invece “ripulire” la loro identità digitale, sarebbe necessario intervenire con gli strumenti del diritto all’oblio rivolgendosi a professionisti del settore. Oggi infatti abbiamo questo nuovo strumento a disposizione che ci consente anche di tutelare i nostri figli rispetto a contenuti Web dannosi a loro legati.

Per informazioni e consulenza: www.ealixir.com

Via Carroccio, 12 italy@ealixir.com Tel. 0282870074

Gianluigi Bonanomi www.gianluigibonanomi.com