Marta Peroni e Chiara ColonnaIL NOSTRO LIBRO…CHE SEMBRA UN TABLET!

di Laura della Badia

Due donne, amiche dal tempo del Liceo, con professioni diverse ma un progetto in comune. Marta, manager in ambito Marketing, e Chiara, editor per libri scolastici, hanno creato una casa editrice, Bugs, per pubblicare “Leo e la connessione perduta”, un libro illustrato, per bambini 3-6 anni. Cosa lo distingue? Parla ai bambini del digitale, senza demonizzarlo (perché fa parte ormai della nostra quotidianità e del loro futuro) ma ha un messaggio ben preciso: bambini, usate l’immaginazione, divertitevi con la fantasia, costruite mondi che solo voi potete inventare. Il divertimento è assicurato! In pratica, spegnete il tablet, accendete l’immaginazione. Abbiamo incontrato le due menti di questo progetto, che ci raccontano come si è sviluppato.

Un libro che dalla copertina sembra un tablet…perché?

Chiara: Volevamo intrigare i bambini, dando loro in mano un tablet tutto da esplorare, senza limiti o regole: un tablet che li attirasse e li portasse a scoprire il valore della lettura.

Come è nata l’idea di questa storia e di cosa parla?

Marta: L’idea di questa storia è nata dall’osservazione di mio figlio, che già a 2 anni sapeva usare tablet e smartphone, scegliendo canzoncine e video su YouTube. Riconoscevo i pregi della tecnologia (conosceva molte parole in inglese, poteva vedere i nonni lontani, ecc.) ma al tempo stesso ne vedevo anche l’aspetto negativo, legato a una fruizione passiva e non esperienziale. Mi sono detta: “Ci vorrebbe una storia per insegnargli ad andare oltre il digitale”. Non c’era, allora l’abbiamo creata noi.

L’avete pensato per i genitori che lo leggeranno ai bambini indirizzandoli a coglierne il messaggio?

Chiara: L’abbiamo pensato innanzitutto per i bambini di oggi, che sono circondati da dispositivi digitali che usano o che vedono utilizzare di continuo dai propri genitori. Volevamo trasmettere un messaggio di fiducia nelle loro capacità e potenzialità. Inoltre, i temi di media education, alfabetizzazione e cittadinanza digitale stanno diventando sempre più rilevanti.

Marta: Il libro vuole essere un supporto anche per i genitori, per affrontare il tema in modo leggero ma costruttivo, senza demonizzazioni, anche perché… Chi non ha mai concesso telefono e tablet ai propri figli per avere 10 minuti di pausa?!

Il libro promuove l’immaginazione e la socialità, contro l’intrattenimento offerto dalle tecnologie. Anche le illustrazioni per questo sono molto curate…

Marta: Il libro vuole promuovere la forza dell’immaginazione, la capacità di ogni bambino di rendere magica la realtà, elaborando gli stimoli che il mondo offre. Vuole incoraggiare i bambini a ritrovare una connessione con gli amici e la fantasia. Non intende demonizzare le nuove tecnologie, perché sono parte della vita di oggi e lo saranno sempre di più in futuro: invita a vederle come mezzi e non come contenuto.

Chiara: Le illustrazioni sono di Michela Nava, una giovane illustratrice per l’infanzia molto talentuosa: colori, stile, attenzione ai dettagli sono stati scelti e studiati per incuriosire i bambini dai 3 anni in su. Abbiamo puntato su uno stile caldo e affettivo, ricco di colori e di particolari, per incuriosire e stimolare i bambini che esploreranno le avventure di Leo e dei suoi amici.

Avete fatto delle prove prima di pubblicarlo? Come hanno reagito i bambini?

Marta: Abbiamo fatto un test su mio figlio e i miei nipoti: i bambini sono i critici più severi perché dicono la verità senza filtri. Il giorno dopo mi hanno richiesto la storia di Leo e il giorno successivo ancora. Ho avuto la sensazione di aver superato la prova.

Dove è in vendita il libro?

Chiara: Il libro attualmente è in vendita sul nostro sito – www.leoconnessioneperduta.it – e in alcuni negozi di articoli per l’infanzia, come Salina a Milano e Kids No Limits a Como e a Varese. Stiamo valutando il partner più idoneo per la distribuzione in Italia, per arrivare prossimamente anche in libreria.

Che tipo di riscontri avete avuto?

Marta: Abbiamo pubblicato il libro a novembre 2018, in un momento molto favorevole per gli acquisti natalizi e in effetti i riscontri di vendita sono stati incoraggianti. Una grande motivazione deriva inoltre dai commenti positivi che riceviamo dai genitori, da amici di amici, che ci scrivono e ci mandano le foto dei propri bambini che si perdono tra le pagine di Leo. Le pubblichiamo sulle nostre pagine Instagram e Facebook (@leoconnessioneperduta) come #lettoriconnessi.

Chiara: Siamo stati recentemente convocati dall’Assessorato all’Educazione e Istruzione del Comune di Milano per presentare il progetto, definito “una storia molto attuale e un’esecuzione davvero accattivante”. Un buon inizio.

Parliamo invece dell’aspetto imprenditoriale: cosa ha comportato questa nuova avventura, in termini di impegno personale ed economico?

Marta: Realizzare un progetto proprio dà una grandissima energia e restituisce una soddisfazione incredibile. Ci vuole un po’ di follia per trovare il coraggio di partire e tanta determinazione per andare avanti, ma l’esperienza in sé vale l’investimento, personale ed economico.

Chiara: Siamo amiche dai tempi del liceo classico e vivere quest’avventura insieme vale ancora di più.

Avete cercato un editore? Quali sono state le difficoltà e come le avete superate?

Chiara: Abbiamo valutato l’ipotesi di affidarci a un editore in una fase iniziale, ma volevamo avere autonomia decisionale su tutti gli aspetti di sviluppo del progetto. Costruire tutto da sole fa parte del divertimento.

Un messaggio per le tante donne che vogliono realizzare un proprio progetto, senza lasciarlo nel cassetto.

Chiara: Mi piace citare Alice Walker, vincitrice del Premio Pulitzer nel 1983 e voce fuori dal coro sul tema degli stereotipi di genere in un periodo in cui ancora non ne parlava quasi nessuno. “Il modo più diffuso con il quale la gente rinuncia al proprio potere è con il pensare di non averne alcuno”. In parole povere: volere è potere. Sempre.

www.leoelaconnessioneperduta.it

Il libro: LEO E LA CONNESSIONE PERDUTA

Cosa succederebbe se all’improvviso saltasse la connessione a Internet? Prenderebbe vita un gioco fantastico, perché se la connessione ha dei limiti, l’immaginazione non ha confini!