"E SE I GENITORI SI SEPARANO? ECCO COME PARLARNE AI BAMBINI"

di Laura Della Badia

La separazione è un momento di grande difficoltà per tutto il nucleo familiare. Ogni bambino, se potesse scegliere, non vorrebbe mai vedere i propri genitori dividersi. E’ un momento difficile nella loro vita e carico di emozioni, soprattutto nella fase iniziale, quando prevalgono paura, tristezza, rabbia e talvolta senso di colpa. Tuttavia queste difficoltà non sono causate dalla sola separazione in sé, ma dipendono soprattutto dall’attenzione che i genitori pongono nella gestione di questa delicata fase. Molto dipende da come ci si separa. Ne parliamo con Ambra Durosini, Mediatrice Familiare presso il Centro Medico Monterosa.

Come possono, i genitori, costruire una  “buona separazione”?

Le difficoltà iniziali, anche per i bambini, possono essere facilmente superate se i figli non vengono esposti a continue liti tra mamma e papà, se non perdono il contatto, sia fisico sia emotivo, con il padre o con la madre, e se non sono costretti a prendere le difese di uno dei due. Il regalo più bello che in questi casi si può fare al proprio bambino è permettergli di amare anche l’altro genitore. Può essere un grande aiuto, per i genitori, rivolgersi a un mediatore familiare che li aiuti a trovare gli accordi e pianificare la loro separazione. 

In cosa consiste la mediazione familiare?

E’ un servizio che accompagna la coppia, in fase di separazione o divorzio, ad affrontare con serenità e responsabilità i cambiamenti, senza perdere di vista il rapporto affettivo ed educativo che entrambi i genitori devono mantenere nei confronti dei figli. Il mediatore familiare è un terzo neutrale che in un clima riservato e non giudicante, attraverso specifici colloqui, (dai 6 ai 12 incontri)  accompagna la coppia a trovare accordi condivisi, giungendo a sciogliere il legame e rafforzare invece  il loro modo di essere genitori nella nuova situazione. Si può quindi dire che la Mediazione Familiare è un confronto privato e amichevole che previene l’impoverimento economico e affettivo. Quando non sono possibili incontri congiunti, il professionista è disponibile anche ad incontrare il singolo genitore, che desideri essere sostenuto nel percorso di cambiamento.

 Il supporto è dunque per la coppia e di conseguenza anche per i figli. Di cosa hanno bisogno i bambini?

I bambini in questa fase di passaggio hanno bisogno di essere rassicurati che i loro genitori hanno smesso di amarsi ma non di amarli, hanno bisogno di essere aiutati a riconoscere e dare spazio alle emozioni, imparando a dar voce al loro sentire. Va incoraggiata la loro libera espressione, anche di domande e dubbi, parlando con loro con calma e affetto. Nel percorso di Mediazione Familiare con i genitori si affronta con molta cura il tema della comunicazione ai figli, importante per qualsiasi età. Sarebbe meglio parlarne quando la decisione è definita e sono stati concordati alcuni aspetti fondamentali, come le modalità e i tempi degli incontri, e la sistemazione delle rispettive residenze.  La comunicazione dovrebbe avvenire alla presenza di entrambi i genitori. Infatti questo momento è una preziosa opportunità che hanno i genitori per preparare i figli all’evento, per poter chiarire che è una decisione che riguarda soltanto i genitori e che i figli non hanno alcuna colpa o responsabilità.Per concludere: i bambini devono sapere che mamma e papà resteranno disponibili a parlarne e a rispondere alle loro domande tutte le volte che lo vorranno. A tal proposito i genitori possono utilizzare molti strumenti, quali libri, filastrocche, filmati che possono aiutarli a trovare linguaggi nuovi per esprimere cosa sta succedendo.

Come reagiscono in genere i bambini piccoli? E quelli più grandi, per esempio i preadolescenti? Occorrono dunque strategie diverse? 

I bambini più piccoli possono diventare più irrequieti ed aggressivi, spesso tendono ad isolarsi. Possono regredire a comportamenti che avevano superato da tempo; per esempio succhiarsi il pollice, diventare inseparabili dal loro pupazzo più caro, bagnare il letto. Oppure possono comparire incubi, mal di testa, di pancia e può calare il rendimento scolastico. La maggior parte dei genitori evitano di parlare con i propri figli della separazione, mentre è proprio di questo che essi hanno bisogno: che se ne parli senza drammatizzare e con sufficiente serenità. Spesso consiglio ai genitori alcuni libri per bambini o filmati adatti all’età dei lori figli che possano aiutarli nello scoprire un nuovo linguaggio per parlare di quello che sta accadendo. Un modo per aiutare i bambini più piccoli che non hanno ancora le parole per esprimere ciò che provano, può essere quello di utilizzare i vocaboli che meglio conoscono, come buono, bello, brutto, oppure si può chiedere loro di associare lo stato d’animo ad un colore, magari anche attraverso un disegno. In tal senso filastrocche e favole posso aiutare molto.

Per i bambini o ragazzi più grandi, le manifestazioni del disagio possono essere sintomi psicosomatici oppure svogliatezza, bassa autostima, inappetenza, sfiducia generale. In alcuni casi si presenta un certo mutismo da parte degli adolescenti fino ad arrivare alla chiusura in se stessi e al rifiuto di vedere uno dei due genitori. In questo caso è fondamentale non esasperare i contrasti e sostenere un rapporto di vicinanza con entrambi i genitori.Sicuramente un suggerimento, valido per qualsiasi età, è quello di riconoscere e dare spazio alle loro emozioni piuttosto che fornire un giudizio o una soluzione evitante. Ad esempio “Ti senti molto triste?” anziché “ non essere triste!”. Tutto questo, rispettando i tempi del bambino. La libera espressione va incoraggiata e non pretesa.  Se il bambino non vuole parlare è meglio non insistere, ci sarà un momento in cui si sentirà di farlo.

Gli errori da evitare?

I bambini temono i cambiamenti. I genitori li aiuteranno molto offrendo loro il massimo di regolarità e prevedibilità cercando di mantenere costanti più cose possibili, come la scuola, le amicizie, la baby-sitter. Sarà per i bambini confortante se i rituali verranno mantenuti abbastanza simili nei due ambienti, specie quelli che riguardano l’addormentamento. Tuttavia l’errore più grande che un genitore può fare è svalutare o criticare l’altro genitore in presenta del bambino. I figli hanno bisogno di amare entrambi i genitori. Quando questo non avviene i bambini, che comunque sono parte di ciascun genitore, diminuiscono la fiducia e la stima in se stessi. Il mio suggerimento ai genitori in fase di separazione o già separati è di non rinunciare troppo facilmente a costruire un nuovo tipo di rapporto con l’altro. Fatevi aiutare a costruire una positiva bi-genitorialità per l’amore dei vostri figli e di voi stessi.

Per approfondimenti

Ambra Durosini

Psicologa e Mediatrice Familiare A.i.Me.F.
3394905836 – ambra.durosini@gmail.com

riceve presso il Centro Medico Monterosa
Via Monte Rosa, 3 Milano
02 4800 1155
Membro dell’associazione Camefam