Luisa Giovannelli fondatrice del nido-scuola InsideOut - Milano

Continua il nostro percorso alla scoperta dei 5 sensi.

di Luisa Giovannelli, fondatrice del nido scuola Insideout

I sensi si sviluppano prima ancora che il bambino venga alla luce e lo accompagnano per tutta la vita. La vita prenatale è molto ricca dal punto di vista sensoriale. Altro che silenzio e buio! Lo sviluppo del cervello è rapido e gli organi sensoriali si strutturano in modo precoce. Nell’ordine vengono il tatto, l’udito, il gusto, l’olfatto e la vista, che sono già usati dal bambino durante la gravidanza, entrano in funzione prima della nascita, per prepararci a vivere nel nostro ambiente. I sensi mettono il bambino in contatto con l’ambiente e gli forniscono una chiave per fare nuove scoperte. Ma occorre spendere tempo per svilupparli, perché solo attraverso i sensi l’idea diventa azione.

Il primo a svilupparsi è proprio il tatto. La pelle, organo di senso essenziale, è pronta dall’ottava settimana di gestazione. La relazione continua della pelle con l’ambiente, in particolare con il      liquido amniotico, fa si che essa riceva stimoli costanti. E’ l’organo dell’informazione ma anche della relazione: quando tocco l’altro c’è una reciprocità che ne fa anche un organo di relazione. Fin da piccolissimi ci rapportiamo col mondo e ne catturiamo la forma servendoci del tatto, che ci aiuta non solo a relazionarci con lo spazio circostante, ma anche ad identificarlo: è uno strumento straordinario. Il tatto collabora, insieme a tutti gli altri sensi, nel dare una forma al mondo che ci circonda: toccare è dare corpo, materia e consistenza agli oggetti. Per i bambini il toccare si trasforma in un bisogno, nell’esigenza di capire, di classificare, di mettere in ordine e riconoscere quel che imparano, costruendo il proprio linguaggio. Questo momento così delicato passa attraverso la possibilità di poter riflettere e costruirsi una mappa mentale fatta di esperienze toccate, sentite, vissute.

“SI DEVE TOCCARE”!

Purtroppo il tatto rispetto agli altri sensi, è spesso sfavorito. Mai come in questo periodo l’ambiente che ci circonda è ostile e pericoloso, quindi non può essere toccato. Troppe volte pronunciamo e sentiamo pronunciare il fatidico rimprovero “Non toccare!

“NON TOCCARE! Quante volte i bambini si sentono ripetere queste imposizioni. Nessuno direbbe mai: non guardare, non ascoltare, ma pare che per il tatto sia diverso, molti pensano che se ne possa fare a meno.” Laboratori tattili di Bruno Munari. 

Lo facciamo quasi d’abitudine, senza prestarci troppa attenzione, perché c’è stato insegnato così, oppure perché toccare significa anche sporcarsi…. Il bambino approccia la conoscenza del mondo in modo plurisensoriale, perciò non dovrebbe esserci rimprovero più sbagliato, poiché va a limitare l’esplorazione e la conoscenza tattile. Viene dunque privato di un’esperienza senza la quale non può esserci apprendimento. Nell’educazione e formazione dei bambini anche molto piccoli, è fondamentale un percorso che miri allo sviluppo anche di questo senso, attraverso attività che incentivino la capacità di creare legami mentali tra la memoria tattile e l’identificazione concreta degli oggetti.

Il legame mano mente è di importanza fondamentale per l’uomo. I bambini possono raggiungere un alto livello di conoscenza e di coscienza delle cose se sono messi in condizione di fare esperienze significative. Non sprechiamo occasioni di scoperte reali: lasciamoli toccare il più possibile, anche se si sporcano, e giocare con oggetti semplici. Non è raro vedere bambini interessarsi di più all’imballaggio di un regalo che all’oggetto stesso. Questi materiali poveri danno loro la possibilità di inventare, di costruire, in breve di essere davvero i protagonisti. Certi giocattoli, invece, li lasciano passivi di fronte a meccanismi sofisticati, o a uno schermo che produce luci e suoni di continuo. Non è di questo ciò di cui hanno bisogno, bensì di esperienze concrete e reali. Non facciamo le cose al loro posto. Non rubiamo loro le esperienze: ciò che la mano sa è ciò che la mano fa.

L’esperienza di Insideout www.nidoinsideout.it

Il nostro lavoro al Nido Scuola InsideOut dedica molta attenzione a questi temi! L’ambiente è dotato di una vasta gamma di materiali e strumenti, grane, texture, sorgenti luminose per supportare un ambiente multisensoriale ed è organizzato come un grande laboratorio per l’autoapprendimento del bambino in grado di stimolare e supportare i diversi percorsi di crescita attraverso l’uso di tutti e cinque i sensi. Utilizziamo la didattica dell’atelier. I laboratori per i più piccoli sono impostati sulla meraviglia e la scoperta grazie ad un’esperienza che li coinvolgerà completamente: toccando, manipolando, componendo, scomponendo e sperimentando differenti materiali. L’atelier è il luogo “di tutto quel che è possibile”, il luogo dell’invenzione e della creatività più spinta; è il luogo in cui ci si sporcano le mani. In atelier puoi toccare e conoscere qualunque cosa.